Pubblichiamo il teso integrale delle motivazioni presentate da Antonello Figus per la richiesta del cambio del nome al Porto Industriale da Porto di Oristano a Porto di Santa Giusta. 

Il porto industriale presente nel territorio di Santa Giusta, è stato realizzato negli anni 60-70, quando in Sardegna, le politiche di sviluppo territoriale, individuavano il settore dell’industria quale elemento strategico per il rilancio dell’occupazione e del progresso nell’isola.

 

Il porto, nel disegno di industrializzazione dell’isola, rappresentava un’opera strutturale strategica per lo sviluppo industriale della Sardegna centro-occidentale, e rappresentava la base logistico -commerciale per le direttrici di scambi marittimi con lo stretto di Gibilterra ed il Mediterraneo occidentale, nonché fulcro degli scambi commerciali ed industriali non solo per gli ambiti costieri ma anche per la realtà industriale che nasceva nell’entroterra del nuorese.
Per la realizzazione del porto, venne sacrificata una vasta area compresa tra il litorale e la laguna di Santa Giusta, parte della quale destinata ad accogliere un’ampia area urbanizzata, destinata ad accogliere gli insediamenti industriali.
L’area in questione, prima dell’intervento infrastrutturale, era caratterizzata da una straordinaria valenza ambientale, circondata da zone umide e ricca di una biodiversità di straordinario valore naturalistico, con una costa che si caratterizzava per un vasto sistema dunale ricco di vegetazione autoctona.
Anche la nostra comunità, sperando nel grande sogno di industrializzazione del territorio, che avrebbe dovuto portare occupazione e benessere in un’area aggredita dalla forte povertà, sposò questo progetto, non pienamente consapevole di sacrificare irreversibilmente quel patrimonio ambientale e paesaggistico che la natura e i nostri padri ci avevano consegnato.
Ancora oggi infatti il territorio che circonda il porto e l’area industriale è riconosciuta come Sito di Interesse Comunitario ed inserita dalla Comunità Europea nella Rete Natura 2000 delle eccellenze ambientali e naturalistiche europee.
Il porto entrò in attività nell’anno 1975, e gli venne attribuita la denominazione di Porto di Oristano, forse in sintonia col golfo che lo ospitava, forse perché la prima ipotesi progettuale del porto lo vedeva inserito nel territorio di Oristano, o forse in omaggio alla recentissima istituzione della Provincia di Oristano ed al suo capoluogo.
Nell’anno 2002, per le sue importanti caratteristiche strutturali, rappresentate da un canale navigabile banchinato, per l’agevole bacino di evoluzione del traffico navale, per la profondità dei suoi fondali a -11 metri, ma anche per la sua straordinaria posizione strategica nell’ambito del traffico marittimo Mediterraneo, l’art. 6 della legge della stato n.166 lo individuava come porto di rilevanza nazionale, istituendo anche una autorità marittima rappresentata prima da un Circomare e poi da una Capitaneria. Negli anni successivi, l’attività degli insediamenti industriali inseriti nell’area consortile e connessi all’attività portuale , dopo una prima fase di crescita economica ed occupazionale, ha intrapreso una parabola discendente, causata da un sostanziale fallimento della politica industriale nell’isola e spinta ancora verso il basso da una crisi commerciale internazionale, che ancora oggi condiziona le politiche di rilancio che gli organismi interessati cercano di riorganizzare. Oggi il porto industriale rappresenta ancora l’opera strutturale più importante della costa occidentale sarda, e su di esso continuano a guardare con speranza ed interesse i cittadini di Santa Giusta. La scommessa di aver sacrificato una vasta area di pregio ambientale, che oggi avrebbe potuto garantire uno sviluppo turistico, a vantaggio di un porto ed un’area industriale, deve poter contare su una nuova e moderna programmazione, che spinga verso l’alto l’asticella dello sviluppo e dell’occupazione locale. In questi anni è maturata inoltre, nella comunità locale, una forte coscienza identitaria, che si scontra prepotentemente con quello che si potrebbe definire un falso storico – geografico, nella definizione di Porto di Oristano, di una struttura portuale inserita completamente all’interno dei confini istituzionali e geografici del comune di Santa Giusta. Se la scelta della denominazione venne influenzata dall’euforia generata dall’istituzione della nuova provincia oristanese, oggi, alla luce della riforma del titolo V della Costituzione, che prevede la scomparsa delle Province quali organismi istituzionali per la programmazione del territorio, a vantaggio dei comuni e delle loro unioni, alla luce di queste rivoluzionarie riforme, non avrebbe più senso neanche il riferimento ad un capoluogo di una provincia che si avvia alla scomparsa. Di fatto quindi, caso più unico che raro, la denominazione del Porto individua un comune che non ha niente a che vedere con le proprie competenze ammnistrative ed istituzionali, che sono interamente in capo al comune di Santa Giusta. La denominazione attuale del porto industriale, oltre che ad impattare nei contesti istituzionali ed amministrativi illustrati, genera peraltro una equivoca confusione mediatica, che spesso alimenta una convinzione popolare, che il porto sia invece di competenza del comune di Oristano, a fronte di una comunità santagiustese che si sente espropriata della propria immagine in termini geografici, istituzionali ed affettivi. Alla luce di quanto esposto appare chiaro, anche da un’analisi obiettiva, che la denominazione Porto di Oristano risulti inadeguata, ingiusta ed anacronistica, non conforme alle norme che regolano la disciplina coordinata tra Capitaneria di Porto e comune di Santa Giusta

PQM
Il Consiglio Comunale di Santa Giusta chiede di modificare la denominazione del porto industriale da “ Porto di Oristano “ in “ Porto di Santa Giusta “.
Di inviare al Comando della Capitaneria di Porto di Santa Giusta la presente deliberazione del Consiglio Comunale di Santa Giusta , per l’invio per via gerarchica agli organismi ministeriali interessati per l’accoglimento della richiesta formalizzata .