Il Consiglio comunale di Oristano, accogliendo un ordine del giorno dei consiglieri di minoranza Ledda, Falconi, Lutzu, Nurra, Pisanu, Puddu, Sanna, Solinas e Uras, ha espresso all’unanimità la sua opposizione all’ipotesi della realizzazione del deposito unico nazionale di scorie nucleari nel Cirras e più in generale in Sardegna. Allo stesso tempo l’assemblea civica ha dato mandato al Sindaco di intraprendere tutte le azioni istituzionali, amministrative e giudiziarie utili a rappresentare la decisione in sede regionale e nazionale.

 

L’ordine del giorno è stato illustrato in aula da Salvatore Ledda (Idee rinnovabili): “Il tema delle scorie è di grande attualità a livello nazionale. In queste settimane il Governo Renzi attraverso gli studi realizzati da enti nazionali intende definire il sito unico nazionale per lo stoccaggio delle scorie nucleari. Il tema ci riguarda da vicino perché tra le tante ipotesi in discussione c’è anche quella che il sito sia realizzato nel Cirras. Non è la prima volta che accade perché gode di buona parte delle caratteristiche necessarie all’utilizzo. Lo studio prende in esame aree vicine al mare, pianeggianti, senza problemi di sismicità. Caratteristiche molto simili a quelle del Cirras. Da quest’aula deve partire un messaggio molto chiaro di opposizione a questa ipotesi”. L’invito è stato raccolto da tutti i consiglieri. Nel dibattito sono intervenuti Roberto Martani (PD) che ha ricordato il risultato del referendum del 2011 contro il nucleare, Giampaolo Lilliu (Per Oristano) che ha sottolineato gli errori della politica che ha compiuto scelte che hanno permesso l’arrivo di fabbriche della morte, Massimiliano Sanna (API-FLI) secondo cui la Sardegna non può diventare una pattumiera di scorie nucleari “sarebbe il colpo di grazia per la nostra economia votata al turismo, all’agricoltura e alla tutela dell’ambiente”, Tonino Falconi (Oristano bene comune) secondo cui la Sardegna è diventata terra di conquista “ma noi dobbiamo opporci e tutelare il nostro ambiente”, Marco Piras (Per Oristano) che ha invitato ad avere una visione generale della crescita della Sardegna “legata più alle risorse naturali che alle industrie chimiche o a impianti forzati di biomassa”, Mariangela Massenti secondo cui ospitare un deposito di scorie significherebbe “uccidere il nostro territorio ed è giusto che siamo noi a decidere sul nostro futuro”, Gianluca Mugheddu (Insieme) che ha osservato come siano state completamente ignorate le caratteristiche e la storia della Sardegna, Danieal Nurra (Riformatori) secondo cui non si vuole dare la possibilità al popolo sardo di esprimere la sua posizione su una vicenda tanto importante, Andrea Lutzu (PDL), Giuliano Uras (UDC) che ha rilevato come i sardi “si stiano dimostrando ancora una volta poco determinati e uniti nel prevenire piuttosto che curare una voce che si sta rincorrendo da anni”. Il Sindaco Guido Tendas ha condiviso la proposta dei consiglieri di minoranza e manifestato apprezzamento per le azioni “del Presidente Pigliaru e del Presidente Ganau che hanno assunto una posizione ferma nei confronti di un’eventuale decisione di far diventare la Sardegna il deposito delle scorie nucleari. La Sardegna sta rischiando di perdere la sua specialità. Dal Governo Monti in poi stiamo rischiando e il rischio non è ancora scongiurato con il Governo Renzi. Noi dobbiamo avere il coraggio di difendere la nostra specialità anche se finora è stato un bene che abbiamo utilizzato male. Dobbiamo rivendicare la nostra specialità nei termini di persone che scommettono sul loro futuro, perché non basta più dire che non ci va bene quello che gli altri ci propongono. Dobbiamo essere capaci noi di rivendicare un nostro modello di sviluppo”.